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domenica 8 giugno 2014

Antonio Pascuzzo: musica d'autore folk


Ho avuto il piacere di ascoltarlo live una sola volta, a Roma, qualche anno fa. Una folgorazione. Perché quella di Antonio Pascuzzo è musica di emozioni. Che non è una di quelle frasi che dicono tutto e niente. E’ il primo pensiero che ti ispira, in quell’atmosfera popolare e colta insieme in cui naviga con amore e piglio.
Uno che ha studiato, coccolato, amato l’essenza della musica e il suo orizzonte. Ecco, questa mi sembra la sintesi perfetta. Sfondi folk rivisitati in modo sublime. Ritmi accattivanti in grandi parole. Miscele di suoni che evocano le ballate popolari ma sfondano l’avanguardia. Brani di calore e colore. E strumenti che prendono vigorosamente la scena.
Ci vogliono cultura, tradizione, passione e estro per fondere modernità e bande musicali, per cogliere il filo della storia, per toccare le corde dei sensi. E Antonio Pascuzzo sembra avere nel dna e nel lungo percorso artistico le migliori qualità per riuscirci. Mi piace, molto. Francamente mi rapisce, mi mette euforia, mi commuove certo ascolto. Quella sua testa da calabrese senza frontiere. L’arte che lo fa sorridere e godere. L’anima così ruspante e dotta insieme.
La ricerca, seducente, di seduzioni. Già. Il più bel gioco di parole per fissare l’attimo di una sua esibizione.
Lo immagino ovunque a fiutare nell’aria vecchie melodie, a indagare tra radici e espressioni, a rielaborare memorie,  a sperimentare combinazioni.
Voglio Antonio Pascuzzo a rappresentare l’Italia unita, l’eccellenza del made in Italy, la forza del nostro patrimonio culturale.

Eccolo, con Simone Cristicchi e il Coro dei Minatori di Santa Fiora.