giovedì 29 maggio 2014

Max Pezzali e Giuliano Sangiorgi

Ti sento vivere.
Emozioni musicali. 
Un altro incontro di grande fascino, con due pezzi della storia moderna della canzone, di quelli che cantiamo e respiriamo con le arie frizzanti, il fascino delle parole giuste, i pensieri innamorati o irriverenti. Sguardi che corrono lontano ma accarezzano la pelle. Ritmi e ritornelli che si inseguono. Tra nord e sud. Così appassionatamente vicini da commuovere.
Bravi, Max Pezzali e Giuliano Sangiorgi.

mercoledì 28 maggio 2014

Paolo Conte: Suonno e' tutt'o'suonno

Paolo Conte, Napoli e il dialetto napoletano sono amici. O forse amanti, perché la calamita governa fascino, piaceri, dedizioni.
Pare quasi non ci sia nulla di più umano dell’arte! Già. Lì il richiamo è naturale, schietto, vigoroso. Azzera la stupidità di una cartina geografica o ci viaggia dentro con tutti i sensi pronti. L’avvocato cantautore di Asti e le atmosfere della cultura napoletana toccano momenti di grande musica e di bella complicità.
Ne sentiamo uno su tutti.

lunedì 26 maggio 2014

Rocco Hunt: ‘A verità

Se tifi un’altra squadra
Sei lo stesso mio fratello…
Tagliate quella linea
Che divide Nord e Sud…
E son sicuro che un sorriso l’ho strappato
Pure a voi lassù.
Così cantavi, Rocco Hunt. E credo tu ne abbia strappato più di uno, sorriso.
‘ ‘A verità’ è che ‘Nu juorno buono’ non è ancora arrivato, hai ragione.
L’ommo è ignorante a credere c’a terra è ‘a soja
Distrugge ‘e piante pe’ fa carte e n’copp ‘e carte
Scrive ‘a storia
Ecco, pensiero freccia, perfetto come il tuo rap.
Pe’ mme n’esiste Italia fino a quando esiste ‘a Padania
Nun è ca so razzista so mill’anne ca so schiavo…
L’Italia non è del nord o del sud, è degli italiani. La Padania è un pezzo di
terra non una bandiera. Ma attento anche tu, alle parole. A rimbalzarsele addosso si fa solo danno. E si tira l’acqua al mulino di chi divide et impera, caro Rocco Hunt. So che certe realtà sono dure ma guarda che alla ‘schiavitù’ ci siamo pure un po’ adeguati, tutti quanti. Invece di farci forza andiamo avanti a pregiudizi e rabbia. Roba inconcludente e pericolosa.

Tu non sei razzista. Bene, dimostralo e diffondi la tua giovane forte energia. Siamo uomini ‘non ignoranti’ se non aspettiamo che ci venga ‘concesso’ un Paese migliore ma cerchiamo invece di costruirlo. Talvolta, lo sai, a muovere coscienze e svolte sono proprio le parole. In musica, al cinema, per strada. Nella vita di tutti i giorni. Ecco, ora più che mai siamo chiamati a tenderci la mano e a procedere insieme. Determinati, umani, civili.
‘A verità è che siamo messi male, dalle Alpi alla Sicilia. Invece di farci le pulci dovremmo capire quante benedette risorse abbiamo e metterle in pista. Che un italiano senza nord o senza sud è un italiano a metà, Rocco Hunt. Uno che sul ‘mercato’ del mondo vale molto meno.
Mi piaci. Non solo perché mi hai fatto sorridere. Perché credo davvero nello straordinario potere dei moti dell’anima. Una canzone può veicolare pensieri e raggiungere desideri. Condivisione, voglia di giustizia, orizzonti puliti non sono già un punto di partenza che ci può vedere felicemente uniti?

Capisco che tu senta il richiamo di essere ‘voce del sud’. Non è un male, d’accordo. Ma ricordati sempre che i sorrisi che puoi strappare altrove potrebbero significare molto, moltissimo.

sabato 24 maggio 2014

Luca Miniero

E’ uscito un bel cofanetto che raccoglie i dvd di tre film firmati dalla regia di Luca Miniero: Benvenuti al Sud, Benvenuti al nord, Un boss in salotto.
Nord&Sud collection. La compagnia di cast straordinari su un terreno dove le storie prendono il volo alla grande ci ha fatto ridere e riflettere facilmente al cinema. L’idea di rivederli ancora, comodamente seduti sul divano di casa, non può dispiacere. Ma, soprattutto, trovo sia un’ottima medicina.
C’è tutto, dentro. Le differenze reali e i pregiudizi stupidi, le alchimie, le trappole, i risvolti e la ricetta magica per ribaltare le sorti di un odioso baratro: verità, ironia e autoironia. Niente meglio della ‘comicità’ poteva affondare il dito e insieme levarlo a indicare la direzione. Ci smaschera, ci sculaccia, ci accarezza. Pure che l’insieme sia un po’ imbevuto di luoghi comuni o di scivoloni fa parte del gioco. Qualche volta si spinge sull’acceleratore anche da fermi, giusto per fare rumore.
Luca Miniero ha diretto bene il fantasmagorico e tragicomico incontro tra Nord e Sud. Ha mantenuto alta, questo bisogna dirlo, la caliente bandiera napoletana, d’altra parte non è vietato a un regista milanese rivisitare l’incontro dosando diversamente bastone e carota…Già, anima e core sono dell’Italia intera, occorre dimostrarlo però. E dunque io, che sventolo quella dell’unità, per ora sto con Luca Miniero e quelli che, comunque, hanno saputo metterci tutti – più o meno bonariamente – alla berlina.
D’altra parte siamo già in ritardo a capire che tutto quello che vogliamo credere ‘diverso’ o tipico solo di un pezzo del nostro stivale è in pratica più che frullato e diffuso. Ah, maledette apparenze e mentalità corta!

Il nord e il sud separati non se la caveranno mai. Ogni volta che sento tremenda puzza di ‘razzismo’ verso il nord o verso il sud prenderei i laidi spargitori e…li scioglierei nell’acido.

mercoledì 21 maggio 2014

Fabrizio De Andrè, Roberto Murolo - Don Raffaè 1992 Roma

Fabrizio De Andrè, nato e cresciuto a Genova da genitori piemontesi, legato alla Sardegna e innamorato di Napoli, sua patria morale come lui stesso la definiva, ci ha lasciato un patrimonio di musica e poesia che, fortunatamente, sembra resistere al tempo.
Ma ci anche consegnato, appunto, la sintesi culturale, umana, artistica di una sensibilità di pelle, on the road. O, opportunamente, on the sea.
Quella che poteva cogliere e inebriarsi del profondo costume partenopeo. Quella che ha saputo interpretarne, più della melodia, certa storia e certe sfumature. Quella che arrivava, e ancora arriva, come una scarica di emozioni. E quella che dell’intimità di Genova come della terra sarda ha accarezzato e graffiato con geniale, unico spessore.
L’Italia grande e sublime è una. Grazie, Fabrizio De Andrè.

Questo live con Roberto Murolo è sublime!

domenica 18 maggio 2014

La Nutella è l’Unità d’Italia

La Nutella che fa leccare i baffi al mondo compie 50 anni. Un traguardo della Ferrero, del made in Italy e del palato. Grandi celebrazioni alla crema di nocciole che non conosce diete dimagranti e che mette d’accordo i gusti di tutti. Ecco che oggi la grande festa della piemontese Nutella si svolgerà a Napoli, in omaggio ai golosi consumatori campani e, proprio, all’unità di un costume e di un marchio italiano.
Il piacere è una bella, grande e facile chiave di incontro.

Oggi sul palco della meravigliosa piazza Plebiscito di Napoli gli Almanegretta, Simona Molinari, James Senese e Napoli centrale, Giuliano Palma, Arisa e Mika sprigioneranno tutta la buona energia di Nutella!

venerdì 16 maggio 2014

Gigio Bonfanti: …Sei nato in Italy

Nato a Santiago del Cile ma rientrato in Italia Gigio Bonfanti ci regala ‘…Sei nato in Italy’ dove i ritmi del sud, il jazz, un po’ di swing e di bossanova sono sapientemente e allegramente mescolati per regalare calore e energia.

Un omaggio a grandi della musica come Carosone e alla cultura ‘made in Italy’. Sembra tornato in Italia per testimoniare l’amore e la bellezza delle sue radici! Ma, soprattutto, per farle apprezzare a noi che – spesso – non le rispettiamo abbastanza. 

mercoledì 14 maggio 2014

Noemi: Don't Get Me Wrong

La romanissima Noemi gira il video di Don’t get me wrong, tratto dall’album ‘Made in London’, a Milano. Vena blues e soul in una cornice musicale elettro-rock, come lei stessa l’ha ben descritta. La fusion di ispirazioni è veramente da artista senza frontiere. Il bagno di costume inglese, la radice romana, l’ambientazione a Milano sono forze che si uniscono e spalancano orizzonti.
Ci sono la sua voce e la sua energia, c’è il grande apporto di Dimitri Tivokoi, c’è un mondo di musica e parole.
E l’Italia, tutta intera, può applaudire.

martedì 13 maggio 2014

Renzo Arbore: O mia bella Madunina

Che Renzo Arbore sia uomo del sud è indubitabile, che sia un grande artista è addirittura indiscutibile. E, molto probabilmente, è – appunto – un genio italiano. Lui e la sua canzone napoletana, lui e il folklore della musica di tradizione, lui e le speciali sperimentazioni musicali, lui e la travolgente creatività rappresentano uno spaccato della nostra migliore cultura, di suoni e spettacolo. Così quando a Milano, con la straordinaria e commossa esibizione dell’inimitabile Enzo Jannacci, ha regalato il suono dei mandolini a O mia bela Madunina l’emozione ha unito nord e sud in un unico, strepitoso coro. Swing e jazz per tutti. Roba che allarga gli orizzonti. E c’è da andare fieri di un simile trionfo di talento e intelligenza…
La formula magica prevede fusioni, questo è certo! Quindi Viva Arbore e l’Orchestra italiana. Su Jannacci tornerò ma urrà anche per lui.

venerdì 2 maggio 2014

Gino Paoli e Danilo Rea: Napoli con amore

Gino Paoli e Danilo Rea in un grande omaggio alla città della poesia e della musica. Un atto di amore del genovese Gino Paoli con l’accompagnamento del pianista jazz Danilo Rea (che forse ha qualche origine più vicina alla tradizione partenopea).
Ecco un’altra felice espressione di spessore culturale e di limpidezza umana. Oltre alla indiscutibile armonia e bravura di Paoli e Rea c’è la profondità artistica di una scelta, di una simpatia, di un amore appunto. D’altre parte quale artista potrebbe mai davvero non subire il fascino di Napoli e del suo racconto della vita? 
L'Italia è questo enorme bacino di sensibilità e di storie che si incontrano e fanno fuochi di artificio!