giovedì 24 aprile 2014

Daniele Ronda e i TaranProject

A Roma, per il concertone del 1 maggio 2014, saliranno sul palco tra gli altri i TaranProject, grande gruppo di musica popolare calabrese, accompagnati da Daniele Ronda, cantautore piacentino.


Immagino una bella contaminazione di musica folk del
nord e del sud Italia. Evviva! Il bacino culturale ed emotivo cui attingono i TaranProject e quello proprio di Daniele Ronda non possono che trovare facilmente, nella musica e nell’apertura artistica, la migliore espressione di fusione.

martedì 22 aprile 2014

A Massimo Troisi…di Roberto Benigni

Lettera a Savonarola
Non so cosa teneva dint’a capa
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
Arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di ‘jamm, o’ saccio, ‘naggia, oilloc, azz!’
era come parlare col Vesuvio, era come
ascoltare del buon jazz.
‘Non si capisce’ urlavano sicuri
‘questo Troisi se ne resti al Sud!’
Adesso lo capiscono i canguri,
gli indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m’ha mai parlato della pizza,
e non m’ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell’amato San Gennaro.


La poesia di Roberto Benigni a Massimo Troisi, quello che hanno fatto insieme al cinema, la grandezza della loro comicità e del loro feeling sono una bella iniezione di ottimismo e genialità per il made in Italy. L’Italia unita è proprio questa combinazione di peculiarità culturali. Roba che non possiamo godere solo nel ricordo del grande schermo e nella sua chiave ‘spettacolare’. Questa è linfa vitale! E’, in un certo senso, il tessuto umano e popolare che il mondo intero (senza togliere nulla alle sue infinite ricchezze) ha molte ragioni per invidiarci.  

sabato 19 aprile 2014

Carosone e Buscaglione: terrone e polentone

Renato Carosone e Fred Buscaglione sono così tra le mie grazie che se inizio a scriverne rischio di farne una vera e propria apologia. Non sarebbe male, direi che la meriterebbero, però so bene che sono tanto conosciuti e amati da non averne alcun bisogno.
Le loro splendide espressioni accompagneranno per sempre la storia d’Italia, da nord a sud. Mi piace accostare lo stile inconfondibile da gangster del piemontese Fred Buscaglione - che cantava Che bambola, Giacomino o Eri piccola così – con uno dei geniali capolavori del sorriso al pianoforte del napoletano Renato Carosone, Tu vuò fa l’americano. E, d’altra parte per Carosone non si possono non citare Maruzzella, O sarracino, Torero, Caravan petrol. Buscaglione a questo punto rilancerebbe con Che notte, Whisky facile o Teresa non sparare...

In questo meraviglioso spezzone televisivo i due grandi italiani giocano a darsi del terrone e del polentone. E a qualcuno che è ancora così ‘malato’ da voler dividere ciò che loro hanno egregiamente rappresentato unito non mi resta che consigliare Pigliate ‘na pastiglia!

venerdì 18 aprile 2014

'A pizza di Giorgio Gaber

Giorgio Gaber (originariamente Gaberscik per le origini istriane) è nato e vissuto a Milano, non ha bisogno di presentazioni e celebrazioni. Il signor G in musica, a teatro, in tv ha lasciato un patrimonio umano e culturale di cui hanno goduto (e godranno) generazioni intere.
‘A pizza è stata scritta da Alberto Testa (milanese), musicata da Martelli (genovese) e Nisa (napoletano), portata al successo nel 1966 al Festival di Sanremo dall’interpretazione di Giorgio Gaber e Aurelio Fierro.
Una straordinaria combinazioni di elementi e talenti liberi che hanno omaggiato più della deliziosa pizza lo spirito dell’arte, della vita, della melodia. 
E sentite che napoletano gioioso e convincente sfodera Gaber!

mercoledì 16 aprile 2014

Sorelle d’Italia: Isa Danieli e Veronica Pivetti

2011-2061: cinquant’anni che dovrebbero portarci a ‘celebrare’ il secondo centenario dell’Unità d’Italia.
Nel solco della grande tradizione dell’avanspettacolo Isa Danieli e Veronica Pivetti, dirette da Cristina Pezzoli e con le musiche del Maestro Alessandro Nidi, hanno portato magistralmente in scena una fantastoria di questa unità in un match intenso e travolgente. Tra recitazione, canzoni e balli hanno dato vita allo scontro incontro tra le atmosfere, le tradizioni, i pregiudizi e le verità che le anime del nostro Paese fanno fatica a fondere.
Momenti di teatro e di umanità immensi che le due attrici interpretano con emozionante talento e partecipazione attraversando con padronanza il repertorio classico della cultura del nord e del sud e sperimentando audaci percorsi di confronto sul triste terreno dei luoghi comuni. Battibeccano e si insultano per alzare il velo sugli attriti, si misurano con la storia e i modi di dire per ricordare e sviscerare. Smascherano le miserie, suscitano risate. E fanno riflettere e commuovere.
Ai grandi brani e ai grandi omaggi a chi il nord e il sud ha rappresentato nel glorioso passato teatrale e musicale Isa Danieli e Veronica Pivetti aggiungono la verve e la profondità di un impegno entusiasmante: mostrare le differenze come elementi che possono arricchire il patrimonio d’Italia.
Il finale sulle panchine, verde per la Danieli e rossa per la Pivetti, unite dal tricolore e dall’intonazione immensa e toccante dell’Inno di Mameli è un abbraccio fortissimo, un richiamo potente, un augurio appassionato.

Lo straordinario valore di un’opera che la bravura di Isa Danieli e Veronica Pivetti ha reso memorabile dovrebbe illuminarci tutti, da nord a sud appunto.

lunedì 14 aprile 2014

Arte e vita

Cogliere, osare, godere. Che già bastano tre verbi così per allargare gli orizzonti. Perché gli incontri, le contaminazioni, le alchimie sommano i sapori, i colori, i profumi. E’ così che si vivono emozioni, si diffondono conoscenze, si sperimentano sorprese.

L’umanità in un recinto muore. E l’arte, come la vita, non può avere vie obbligate, orizzonti ristretti, espressioni compresse. Lo spirito ha bisogno di libertà e naturalezza. E la cultura nasce dove le mani si stringono, gli sguardi si baciano, le idee si mescolano. 

Poesia e buona volontà

L’estro della poesia e della buona volontà non può essere un’alternativa alla realtà ma può aiutarci a vederla con occhi nuovi e a camminarci dentro con un altro passo.