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giovedì 26 giugno 2014

Totò e Macario

Verrebbe soggezione, a scrivere di loro, Totò e Macario, se si dovesse affrontarne una biografia, un’opera critica, un lavoro di cinema e teatro.
Per fortuna non è questo il caso. A me basta dedicare loro un pensiero grato e commosso. Che non è neanche un impegno ricordarli perché uomini così non scivolano mai via dalla memoria. Anzi.
Al di là del talento o della professionalità, di Totò e Macario possiamo serbare nel cuore molto di più. E a me spuntano, inevitabilmente, lacrime e sorrisi.
Macario e Totò, Torino e Napoli, made in Italy. Per dirla proprio tutta, Totò di Napoli rione Sanità e Macario di Torino Porta Palazzo, cresciuti nella difficoltà e diventati indimenticabili oltre ogni immaginazione.
Eccellenze italiane. Nell’anima, innanzi tutto. Con tutto il rispetto per l’arte che hanno egregiamente portato in scena il risvolto umano è il più emozionante. Alludo al loro rapporto, alla loro amicizia, alla loro reciproca ammirazione.
Totò e Macario hanno respirato, insieme, qualcosa che supera qualsiasi brillante risultato sul palco o sul set: la complicità e il rispetto, veri e profondi. Certo c’era una stima immensa tra loro.
Anche la cecità di Totò non era un ‘problema’ quando recitava con Macario: l’amico e collega lo capiva e lo aiutava. Soprattutto perché, appunto, per l’uomo Macario contava innanzi che Totò non fosse costretto a cedere, a rinunciare.
La loro malinconia e la loro serietà erano riservate alla loro privata confidenza, lontano dai riflettori. D’altra parte l’intesa tra loro doveva essere davvero speciale, speciale come loro.
‘Per essere efficaci i dialoghi devono essere rapidi e pensati in dialetto. Poi, nella traduzione in italiano, va mantenuta la costruzione dialettale’. Con un’idea così Macario non poteva che incontrarsi felicemente con Totò. Che tanto, entrambi, inventavano battute su battute. Altro che copione!
Ci sarebbe molto da raccontare su due uomini (non caporali!), sull'assenza di invidia e competizione, sull'amore per la bravura, sull'intelligenza e la sensibilità. Ma in fondo è meglio lasciarlo fare a uno dei tanti spezzoni in cui le loro maschere di comicità ci hanno rallegrato e lasciato un patrimonio di spunti.

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