Verrebbe
soggezione, a scrivere di loro, Totò e Macario, se si dovesse affrontarne una
biografia, un’opera critica, un lavoro di cinema e teatro.
Per
fortuna non è questo il caso. A me basta dedicare loro un pensiero grato e
commosso. Che non è neanche un impegno ricordarli perché uomini così non
scivolano mai via dalla memoria. Anzi.
Al
di là del talento o della professionalità, di Totò e Macario possiamo serbare
nel cuore molto di più. E a me spuntano, inevitabilmente, lacrime e sorrisi.
Macario
e Totò, Torino e Napoli, made in Italy. Per dirla proprio tutta, Totò di Napoli
rione Sanità e Macario di Torino Porta Palazzo, cresciuti nella difficoltà e
diventati indimenticabili oltre ogni immaginazione.
Eccellenze
italiane. Nell’anima, innanzi tutto. Con tutto il rispetto per l’arte che hanno
egregiamente portato in scena il risvolto umano è il più emozionante. Alludo al
loro rapporto, alla loro amicizia, alla loro reciproca ammirazione.
Totò
e Macario hanno respirato, insieme, qualcosa che supera qualsiasi brillante
risultato sul palco o sul set: la complicità e il rispetto, veri e profondi. Certo
c’era una stima immensa tra loro.
Anche
la cecità di Totò non era un ‘problema’ quando recitava con Macario: l’amico e
collega lo capiva e lo aiutava. Soprattutto perché, appunto, per l’uomo Macario
contava innanzi che Totò non fosse costretto a cedere, a rinunciare.
La
loro malinconia e la loro serietà erano riservate alla loro privata confidenza,
lontano dai riflettori. D’altra parte l’intesa tra loro doveva essere davvero
speciale, speciale come loro.
‘Per
essere efficaci i dialoghi devono essere rapidi e pensati in dialetto. Poi, nella
traduzione in italiano, va mantenuta la costruzione dialettale’. Con un’idea
così Macario non poteva che incontrarsi felicemente con Totò. Che tanto,
entrambi, inventavano battute su battute. Altro che copione!
Ci sarebbe molto da raccontare su due uomini (non caporali!), sull'assenza di invidia e competizione, sull'amore per la bravura, sull'intelligenza e la sensibilità. Ma in fondo è meglio lasciarlo fare a uno dei tanti spezzoni in cui le loro maschere di comicità ci hanno rallegrato e lasciato un patrimonio di spunti.