mercoledì 30 luglio 2014

Rocco Papaleo shakera nord e sud

‘E’ ora di shakerare nord e sud d’Italia. Mischiamoci decisamente, definitivamente, pure in modo promiscuo direi’.
Insomma decisamente, definitivamente e per fortuna irrimediabilmente grande, Rocco Papaleo, che in un’intervista dal set de La scuola più bella del mondo di Luca Miniero esprime la sintesi perfetta dell’uomo e dell’artista made in Italy, eccellenza autentica.
Una riflessione, un invito, una serena consapevolezza. La più splendida delle aperture: la verve dell’intelligenza. Che non ha frontiere e non accetta confini. Che sa rispettare e amare la cultura. Che guarda avanti. Che spalanca braccia e cuore. Che ‘mescola’ per produrre meraviglie.

Con quel pizzico di ammiccante sorriso alla libertà infinita. Promiscuamente uniti, forever. Chapeau, Rocco carissimo. 

sabato 19 luglio 2014

Smania Uagliuns: Piaccio a Luca

Smania Uagliuns, un trio rap (e non solo) innovativo, originale e gagliardo. Un made in Italy audace e strepitoso.
Loro, Enzo ‘the Agronomist’ Lofrano, Gennaro ‘Pastor Flava’ Suanno e Gianni ‘the Old Dirty Trumper’ Lofrano, rompono gli schemi, mescolano i generi, fondono atmosfere. E, soprattutto, sfondano barriere. Vanno fino in fondo. Perché le parole evolute e il progresso perfetto hanno falsato, impoverito, imbambolato tutto e tutti.
Troglodigital è il loro secondo album. Un concentrato di ‘saggezza esplosiva’. Belle le musiche, belli i brani. E superlativo lo stacco, il volo. Quello che pesca nella provincia, terra autentica, conosce l’extra, non ha paura dei viaggi, fa le piroette. In libertà. Quello che scava, nella comunicazione scarna e latente, e fa vibrare i sensi, il contatto fisico ed emotivo, l’odore dell’anima.
Accidenti, dalla Basilicata. Che nello ‘svantaggio’ produce pensiero e coraggio. Voglia di rompere le catene, innanzi tutto. E poi capacità, capacità di cogliere il punto di incontro, l’essenza delle cose, il tesoro dell’umanità. Perché c’è tutto, nello shaker degli Smania Uagliuns. Che se in termini musicali vuol dire hip hop, funk, jazz, soul, elettronica nei testi è il mondo intero.
Già, gli Smania Uagliuns, quelli di Piaccio a Luca. Evviva. Che l’amore, i rapporti, l’esistenza non hanno lacciuoli di sorta.
Fuori dalle convenzioni e dai devastanti pregiudizi è il grido degli Smania Uaglians. Un grido di pace e di apertura. E anche un sospiro di sollievo. Perché quanto più si tocca la ‘naturalezza’ tanto più ci si avvicina, ne sono convinta, alla serenità.
Davvero una marea di spunti, nelle canzoni del trio lucano. E, che dire? Pure
un notevole spirito cosmopolita-rurale. Questo è l’aspetto più stuzzicante e clamoroso, certo. Passato, presente e futuro. Insomma una pista e un collante per guardare indietro e avanti e trovare una vita sostenibile.  
Piena, vera, palpabile. Che abbia davvero un senso, mi viene da dire.
Li colloco qui, nell’arte senza frontiere, dove nord e sud convivono felicemente e proficuamente. Perché loro sono l’espressione migliore di una testa senza stupidi e pericolosi confini mentali. Ma sono anche i testimoni ideali del patrimonio di radici e costumi da amare.
Chapeau,Smania Uagliuns,primitivi meravigliosamente all’avanguardia. E lungo successo!

martedì 1 luglio 2014

Chef Cannavacciuolo: Sud e Nord si uniscono in cucina

Antonino Cannavacciuolo, Chef patron del Ristorante di Villa Crespi a Orta (NO) sullo splendido omonimo lago, pluristellato e premiato, noto volto televisivo del programma Cucine da incubo e prossimamente gestore del mitico Coccia, bar ristorante dello storico Teatro Coccia di Novara, ha sposato l’Italia intera.
Sarà per una moglie piemontese, sarà per la frequentazione dei luoghi, sarà per la sapiente passione per i sapori e le sperimentazioni…comunque lo Chef Antonino Cannavacciuolo, dal suo sito, dalla sua cucina e dalla sua tavola, sforna questa meravigliosa combinazione.
Nord e Sud si uniscono a tavola. E non è dunque un caso che gli impeccabili piatti siano un trionfo del gusto e del piacere! L’incontro di cibi, ricette, tradizioni non può che stimolare la fantasia e garantire le magie di un ottimo cuoco. Quello che abbiamo è un patrimonio davvero enorme. Si tratta proprio di capirlo e saperlo ‘far fruttare’ per amore e con amore.

Antonino Cannavacciuolo, made in Italy, eccellenza italiana. E intelligente creativo che bada al risultato, tra origini e approdi. Clap Clap.

giovedì 26 giugno 2014

Totò e Macario

Verrebbe soggezione, a scrivere di loro, Totò e Macario, se si dovesse affrontarne una biografia, un’opera critica, un lavoro di cinema e teatro.
Per fortuna non è questo il caso. A me basta dedicare loro un pensiero grato e commosso. Che non è neanche un impegno ricordarli perché uomini così non scivolano mai via dalla memoria. Anzi.
Al di là del talento o della professionalità, di Totò e Macario possiamo serbare nel cuore molto di più. E a me spuntano, inevitabilmente, lacrime e sorrisi.
Macario e Totò, Torino e Napoli, made in Italy. Per dirla proprio tutta, Totò di Napoli rione Sanità e Macario di Torino Porta Palazzo, cresciuti nella difficoltà e diventati indimenticabili oltre ogni immaginazione.
Eccellenze italiane. Nell’anima, innanzi tutto. Con tutto il rispetto per l’arte che hanno egregiamente portato in scena il risvolto umano è il più emozionante. Alludo al loro rapporto, alla loro amicizia, alla loro reciproca ammirazione.
Totò e Macario hanno respirato, insieme, qualcosa che supera qualsiasi brillante risultato sul palco o sul set: la complicità e il rispetto, veri e profondi. Certo c’era una stima immensa tra loro.
Anche la cecità di Totò non era un ‘problema’ quando recitava con Macario: l’amico e collega lo capiva e lo aiutava. Soprattutto perché, appunto, per l’uomo Macario contava innanzi che Totò non fosse costretto a cedere, a rinunciare.
La loro malinconia e la loro serietà erano riservate alla loro privata confidenza, lontano dai riflettori. D’altra parte l’intesa tra loro doveva essere davvero speciale, speciale come loro.
‘Per essere efficaci i dialoghi devono essere rapidi e pensati in dialetto. Poi, nella traduzione in italiano, va mantenuta la costruzione dialettale’. Con un’idea così Macario non poteva che incontrarsi felicemente con Totò. Che tanto, entrambi, inventavano battute su battute. Altro che copione!
Ci sarebbe molto da raccontare su due uomini (non caporali!), sull'assenza di invidia e competizione, sull'amore per la bravura, sull'intelligenza e la sensibilità. Ma in fondo è meglio lasciarlo fare a uno dei tanti spezzoni in cui le loro maschere di comicità ci hanno rallegrato e lasciato un patrimonio di spunti.

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sabato 21 giugno 2014

Roy Paci e Aretuska: Italians Do It Better

Gli italiani lo sanno fare meglio. 
Quando vogliono non c’è dubbio.
E Roy Paci lo lancia come un messaggio di orgoglio e risveglio. Già, ne abbiamo bisogno. Di ritrovarci e ritrovare la nostra eccellenza. Di rialzare la testa e allargare il sorriso. Naturalmente rimboccandosi le maniche, tirando fuori genio, forza, impegno e una manciata abbondante di onesta serietà.
Quest’Italia piegata, affranta, malamente furba è un oltraggio, grave, al nostro dna. Ci vogliono orizzonti autentici, slancio e professionalità. In tutto.
Lui, Roy Paci, è energia pura, sempre. Quando si mette a dare fiato alla tromba, a cantare, a creare combinazioni artistiche.
Passione, tanta passione. E l’audacia di mettercela tutta. Perché bisogna lavorare bene, amare bene, vivere bene. Questo è più o meno tutto.
Quindi…bravo e grazie, Roy!
Grandi presenze in Italians Do It Better: su tutti Dr. Ring Ding e Saturnino Celani. Ma sono notevoli anche i contributi più nuovi, Ilaria Graziano, Julia Lenti, Grazia Negro, Zibba, Diodato, John Lui, Fabio Giachino, i Velvet Brass.
E l’Italia c’è! Intera, da sud a nord. Quella che ha voglia, quella che sa ingranare la marcia giusta (o il ritmo perfetto, è il caso di dirlo), quella che sa fare. Anzi, che sa fare meglio.

Secondo me Italians Do It Better è da ascoltare, riascoltare, cantare…sentire, credere, praticare.

giovedì 19 giugno 2014

Lo Stato Sociale e The Shak&Speares

Chi c’era martedì sera a sentirli a Napoli?
Loro, i bolognesi Lo Stato Sociale con The Shak&Speares, band di Pompei.

Musica emergente, molto emergente. E made in Italy intera. Che bellezza!

mercoledì 18 giugno 2014

Lucio Dalla, Caruso

Complici un soggiorno a Sorrento, la memoria del tenore Enrico Caruso, certa melodia partenopea e la sensibilità di Lucio Dalla, Caruso è una di quelle canzoni destinate a sopravvivere a tutto e tutti, a sfidare tempo e luoghi, a consegnarsi sempre come inestimabile ricchezza.

‘Io non posso fare a meno, almeno due o tre volte al giorno, di sognare di essere a Napoli…’ così d’altra parte il grandissimo bolognese Lucio Dalla testimoniava il suo amore per quel ‘ragionare napoletano’ che è, o dovrebbe essere, patrimonio dell’umanità.