lunedì 15 settembre 2014

Sergio Caputo - Un Sabato Italiano

Geniale, trasversale, intramontabile.
Che lo swing in quegli anni giocò un po’ lo stesso ruolo che gioca oggi: sedurre, strizzare l’occhio, abbracciare. Ma anche il testo, dagli anni ’80 a oggi, è un capolavoro di immediatezza, ironia, sensibilità. C’è dentro tutto, speranze in testa. Con la voglia di fotografare gli stati d’animo, smascherare gli andamenti leggeri, coccolare i sogni, cogliere luci e ombre Sergio Caputo ha scritto e regalato una delle pagine indimenticabili della musica italiana.

A tutti gli effetti nel miglior made in Italy. Eccellenza senza tempo.

venerdì 5 settembre 2014

IN.CON.TRA.DA: la danza che unisce

Nord e sud in danza.
‘La storia della nazione vista attraverso la funzione partecipativa del ballo e della danza: dalle aie contadine della pianura padana alle balere romagnole, dai cortili napoletani ai vicoli crotonesi. Courenta, tarantella calabrese, scottish e tammuriate offrono l’occasione ad un popolo nuovo dal cuore antico di prendersi per mano ed entrare ordinatamente nella ronda che unisce.
Danzare diventa sinonimo di conoscere.’
Il collettivo musicale IN.CON.TRA.DA è senso di comunità e cammino, divertimento e cultura. Musica, danza, racconto, contaminazioni. Spettacolo nello spettacolo.

IN.(contri)CON.(taminazioni)TRA.(dizioni)DA(da sud a nord): una grande realtà. Un'eccellenza italiana.

lunedì 18 agosto 2014

La musica ci salverà dall’imbarbarimento













Quella del Maestro Ramin Bahrami è una saggezza calda, profonda, armoniosa: ‘la musica va al di là di ogni grammatica e di ogni lingua. Riesce a parlare a un afghano e a un italiano, a un nigeriano e a un tedesco. Esprime l’inesprimibile e l’invisibile.’
Rilancia il grande pensiero di Abbado: ‘nella musica il menefreghismo non esiste. Il Maestro Claudio Abbado ci diceva <imparate ad ascoltarvi. Una voce ascolti l’altra voce e soprattutto rispetti le pause>. Ecco, abbiamo perso il senso del ritmo e delle pause.’
Altro che melodie da pianoforte, queste sono note di vita! Grazie, Maestro Bahrami. La splendida lezione di musica sta tutta nella sua straordinaria semplicità: ‘Guai ad avere una vita californiana. Senza pioggia non saprei mai bene cos’è il sole.’

Ecco mi piace ospitare qui tanto autentico genio perché il nostro amato Paese ha più che mai bisogno di ridare valore e spazio alla musica.

sabato 16 agosto 2014

Federico Cimini: Ti amo terrone

‘Ma ci vuole tanto a considerarci semplicemente italiani?’
Federico Cimini, hai ragione, ci vogliono solo cuore e arguzia. Nord e sud sono una potenza solo insieme. Il made in Italy, la nostra eccellenza, il genio italico, le meraviglie dello stivale stanno tutte in questa piccola grande consapevolezza.
Ecco, la vera marcia in più è nella ricchezza delle differenze. A pregi uniti i difetti ci faranno il solletico. 
Bel pezzo, Federico Cimini.

venerdì 8 agosto 2014

Italia Senza Tempo: Maratea

Italia senza tempo è un’idea, un viaggio, un film, un abbraccio.
E’ eccellenza italiana.
Una di quelle felici combinazioni tra amore, lungimiranza, creatività che riconciliano con le speranze e l’entusiasmo.
Due ragazzi lucani, Angelo Chiacchio e Walter Molfese, si sono messi alla (ri)scoperta delle meraviglie del nostro Paese, tesori dell’umanità, luoghi di una bellezza incantevole, spazi che dovremmo imparare a conoscere e rispettare di più.
I primi turisti della nostra Italia dovremmo essere proprio noi!
Italia senza tempo ci offre una grande opportunità, quella di ‘visitare le atmosfere’ di posti magnifici e di abbandonarci alla loro seduzione. Ne saremo infatti, irresistibilmente, attratti tanto da programmare presto un tour dal vivo…
Ecco, il made in Italy migliore da presentare è tutto qui. Nella straordinaria iniziativa di Chiacchio e Molfese, nella realizzazione originale e geniale, che unisce alle immagini grandi emozioni musicali, nello spettacolo di cui possiamo godere.
On the road, dunque! Non perderò neanche una tappa, naturalmente. Anzi, aspetto già con ansia la prossima anche se Maratea è difficile da superare… E’ uno dei miei <luoghi del cuore>, da sempre: un sogno che ho vissuto tante volte ad occhi aperti.

Gli Smania Uagliuns, con le musiche di Maratea Senza Tempo, si confermano artisti di grande livello e eccezionale appeal. Siete grandi, ragazzi.

mercoledì 30 luglio 2014

Rocco Papaleo shakera nord e sud

‘E’ ora di shakerare nord e sud d’Italia. Mischiamoci decisamente, definitivamente, pure in modo promiscuo direi’.
Insomma decisamente, definitivamente e per fortuna irrimediabilmente grande, Rocco Papaleo, che in un’intervista dal set de La scuola più bella del mondo di Luca Miniero esprime la sintesi perfetta dell’uomo e dell’artista made in Italy, eccellenza autentica.
Una riflessione, un invito, una serena consapevolezza. La più splendida delle aperture: la verve dell’intelligenza. Che non ha frontiere e non accetta confini. Che sa rispettare e amare la cultura. Che guarda avanti. Che spalanca braccia e cuore. Che ‘mescola’ per produrre meraviglie.

Con quel pizzico di ammiccante sorriso alla libertà infinita. Promiscuamente uniti, forever. Chapeau, Rocco carissimo. 

sabato 19 luglio 2014

Smania Uagliuns: Piaccio a Luca

Smania Uagliuns, un trio rap (e non solo) innovativo, originale e gagliardo. Un made in Italy audace e strepitoso.
Loro, Enzo ‘the Agronomist’ Lofrano, Gennaro ‘Pastor Flava’ Suanno e Gianni ‘the Old Dirty Trumper’ Lofrano, rompono gli schemi, mescolano i generi, fondono atmosfere. E, soprattutto, sfondano barriere. Vanno fino in fondo. Perché le parole evolute e il progresso perfetto hanno falsato, impoverito, imbambolato tutto e tutti.
Troglodigital è il loro secondo album. Un concentrato di ‘saggezza esplosiva’. Belle le musiche, belli i brani. E superlativo lo stacco, il volo. Quello che pesca nella provincia, terra autentica, conosce l’extra, non ha paura dei viaggi, fa le piroette. In libertà. Quello che scava, nella comunicazione scarna e latente, e fa vibrare i sensi, il contatto fisico ed emotivo, l’odore dell’anima.
Accidenti, dalla Basilicata. Che nello ‘svantaggio’ produce pensiero e coraggio. Voglia di rompere le catene, innanzi tutto. E poi capacità, capacità di cogliere il punto di incontro, l’essenza delle cose, il tesoro dell’umanità. Perché c’è tutto, nello shaker degli Smania Uagliuns. Che se in termini musicali vuol dire hip hop, funk, jazz, soul, elettronica nei testi è il mondo intero.
Già, gli Smania Uagliuns, quelli di Piaccio a Luca. Evviva. Che l’amore, i rapporti, l’esistenza non hanno lacciuoli di sorta.
Fuori dalle convenzioni e dai devastanti pregiudizi è il grido degli Smania Uaglians. Un grido di pace e di apertura. E anche un sospiro di sollievo. Perché quanto più si tocca la ‘naturalezza’ tanto più ci si avvicina, ne sono convinta, alla serenità.
Davvero una marea di spunti, nelle canzoni del trio lucano. E, che dire? Pure
un notevole spirito cosmopolita-rurale. Questo è l’aspetto più stuzzicante e clamoroso, certo. Passato, presente e futuro. Insomma una pista e un collante per guardare indietro e avanti e trovare una vita sostenibile.  
Piena, vera, palpabile. Che abbia davvero un senso, mi viene da dire.
Li colloco qui, nell’arte senza frontiere, dove nord e sud convivono felicemente e proficuamente. Perché loro sono l’espressione migliore di una testa senza stupidi e pericolosi confini mentali. Ma sono anche i testimoni ideali del patrimonio di radici e costumi da amare.
Chapeau,Smania Uagliuns,primitivi meravigliosamente all’avanguardia. E lungo successo!

martedì 1 luglio 2014

Chef Cannavacciuolo: Sud e Nord si uniscono in cucina

Antonino Cannavacciuolo, Chef patron del Ristorante di Villa Crespi a Orta (NO) sullo splendido omonimo lago, pluristellato e premiato, noto volto televisivo del programma Cucine da incubo e prossimamente gestore del mitico Coccia, bar ristorante dello storico Teatro Coccia di Novara, ha sposato l’Italia intera.
Sarà per una moglie piemontese, sarà per la frequentazione dei luoghi, sarà per la sapiente passione per i sapori e le sperimentazioni…comunque lo Chef Antonino Cannavacciuolo, dal suo sito, dalla sua cucina e dalla sua tavola, sforna questa meravigliosa combinazione.
Nord e Sud si uniscono a tavola. E non è dunque un caso che gli impeccabili piatti siano un trionfo del gusto e del piacere! L’incontro di cibi, ricette, tradizioni non può che stimolare la fantasia e garantire le magie di un ottimo cuoco. Quello che abbiamo è un patrimonio davvero enorme. Si tratta proprio di capirlo e saperlo ‘far fruttare’ per amore e con amore.

Antonino Cannavacciuolo, made in Italy, eccellenza italiana. E intelligente creativo che bada al risultato, tra origini e approdi. Clap Clap.

giovedì 26 giugno 2014

Totò e Macario

Verrebbe soggezione, a scrivere di loro, Totò e Macario, se si dovesse affrontarne una biografia, un’opera critica, un lavoro di cinema e teatro.
Per fortuna non è questo il caso. A me basta dedicare loro un pensiero grato e commosso. Che non è neanche un impegno ricordarli perché uomini così non scivolano mai via dalla memoria. Anzi.
Al di là del talento o della professionalità, di Totò e Macario possiamo serbare nel cuore molto di più. E a me spuntano, inevitabilmente, lacrime e sorrisi.
Macario e Totò, Torino e Napoli, made in Italy. Per dirla proprio tutta, Totò di Napoli rione Sanità e Macario di Torino Porta Palazzo, cresciuti nella difficoltà e diventati indimenticabili oltre ogni immaginazione.
Eccellenze italiane. Nell’anima, innanzi tutto. Con tutto il rispetto per l’arte che hanno egregiamente portato in scena il risvolto umano è il più emozionante. Alludo al loro rapporto, alla loro amicizia, alla loro reciproca ammirazione.
Totò e Macario hanno respirato, insieme, qualcosa che supera qualsiasi brillante risultato sul palco o sul set: la complicità e il rispetto, veri e profondi. Certo c’era una stima immensa tra loro.
Anche la cecità di Totò non era un ‘problema’ quando recitava con Macario: l’amico e collega lo capiva e lo aiutava. Soprattutto perché, appunto, per l’uomo Macario contava innanzi che Totò non fosse costretto a cedere, a rinunciare.
La loro malinconia e la loro serietà erano riservate alla loro privata confidenza, lontano dai riflettori. D’altra parte l’intesa tra loro doveva essere davvero speciale, speciale come loro.
‘Per essere efficaci i dialoghi devono essere rapidi e pensati in dialetto. Poi, nella traduzione in italiano, va mantenuta la costruzione dialettale’. Con un’idea così Macario non poteva che incontrarsi felicemente con Totò. Che tanto, entrambi, inventavano battute su battute. Altro che copione!
Ci sarebbe molto da raccontare su due uomini (non caporali!), sull'assenza di invidia e competizione, sull'amore per la bravura, sull'intelligenza e la sensibilità. Ma in fondo è meglio lasciarlo fare a uno dei tanti spezzoni in cui le loro maschere di comicità ci hanno rallegrato e lasciato un patrimonio di spunti.

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sabato 21 giugno 2014

Roy Paci e Aretuska: Italians Do It Better

Gli italiani lo sanno fare meglio. 
Quando vogliono non c’è dubbio.
E Roy Paci lo lancia come un messaggio di orgoglio e risveglio. Già, ne abbiamo bisogno. Di ritrovarci e ritrovare la nostra eccellenza. Di rialzare la testa e allargare il sorriso. Naturalmente rimboccandosi le maniche, tirando fuori genio, forza, impegno e una manciata abbondante di onesta serietà.
Quest’Italia piegata, affranta, malamente furba è un oltraggio, grave, al nostro dna. Ci vogliono orizzonti autentici, slancio e professionalità. In tutto.
Lui, Roy Paci, è energia pura, sempre. Quando si mette a dare fiato alla tromba, a cantare, a creare combinazioni artistiche.
Passione, tanta passione. E l’audacia di mettercela tutta. Perché bisogna lavorare bene, amare bene, vivere bene. Questo è più o meno tutto.
Quindi…bravo e grazie, Roy!
Grandi presenze in Italians Do It Better: su tutti Dr. Ring Ding e Saturnino Celani. Ma sono notevoli anche i contributi più nuovi, Ilaria Graziano, Julia Lenti, Grazia Negro, Zibba, Diodato, John Lui, Fabio Giachino, i Velvet Brass.
E l’Italia c’è! Intera, da sud a nord. Quella che ha voglia, quella che sa ingranare la marcia giusta (o il ritmo perfetto, è il caso di dirlo), quella che sa fare. Anzi, che sa fare meglio.

Secondo me Italians Do It Better è da ascoltare, riascoltare, cantare…sentire, credere, praticare.

giovedì 19 giugno 2014

Lo Stato Sociale e The Shak&Speares

Chi c’era martedì sera a sentirli a Napoli?
Loro, i bolognesi Lo Stato Sociale con The Shak&Speares, band di Pompei.

Musica emergente, molto emergente. E made in Italy intera. Che bellezza!

mercoledì 18 giugno 2014

Lucio Dalla, Caruso

Complici un soggiorno a Sorrento, la memoria del tenore Enrico Caruso, certa melodia partenopea e la sensibilità di Lucio Dalla, Caruso è una di quelle canzoni destinate a sopravvivere a tutto e tutti, a sfidare tempo e luoghi, a consegnarsi sempre come inestimabile ricchezza.

‘Io non posso fare a meno, almeno due o tre volte al giorno, di sognare di essere a Napoli…’ così d’altra parte il grandissimo bolognese Lucio Dalla testimoniava il suo amore per quel ‘ragionare napoletano’ che è, o dovrebbe essere, patrimonio dell’umanità.

giovedì 12 giugno 2014

Al Bano - «Mai Bei» da «Sèngur» by Beagles



I Beagles sono una testimonianza di amore per la musica. Un amore serio ma leggero. Loro, i Beagles, non vivono di canzoni ma fanno vivere le canzoni. E la terra, quella che è tradizione, senso popolare, anima.
Pieno Oltrepo pavese, quello del vino buono. Loro attingono da lì, con il sapore e il tasso alcolico giusto direi. Osano, sperimentano e, soprattutto, producono allegria. Con la memoria dei luoghi, il moderno cammino e il dialetto che si fa lingua.
L’ultimo album, Sèngur, scoppietta di cose buone e ironie. Inoltre allarga, accoglie, contamina. Già. Guest star per Sèngur dei Beagles sono stati Drupi, che essendo pavese si poteva considerare di casa, e Al Bano, al quale non può che essere riconosciuto il merito di disponibilità e audacia.
E dopo aver cantato proprio nel dialetto dei Beagles, Al Bano ha detto di essersi molto divertito e si è detto felice perché ‘incontrare e parlare un’altra lingua è cultura’. Ottimo, Al Bano. Splendido il tuo commento a questa esperienza!
Bella, l'idea. Di quelle che fanno respirare a pieni polmoni l'Italia unita e intera. Qui ci sta proprio bene. Forza Beagles!


domenica 8 giugno 2014

Antonio Pascuzzo: musica d'autore folk


Ho avuto il piacere di ascoltarlo live una sola volta, a Roma, qualche anno fa. Una folgorazione. Perché quella di Antonio Pascuzzo è musica di emozioni. Che non è una di quelle frasi che dicono tutto e niente. E’ il primo pensiero che ti ispira, in quell’atmosfera popolare e colta insieme in cui naviga con amore e piglio.
Uno che ha studiato, coccolato, amato l’essenza della musica e il suo orizzonte. Ecco, questa mi sembra la sintesi perfetta. Sfondi folk rivisitati in modo sublime. Ritmi accattivanti in grandi parole. Miscele di suoni che evocano le ballate popolari ma sfondano l’avanguardia. Brani di calore e colore. E strumenti che prendono vigorosamente la scena.
Ci vogliono cultura, tradizione, passione e estro per fondere modernità e bande musicali, per cogliere il filo della storia, per toccare le corde dei sensi. E Antonio Pascuzzo sembra avere nel dna e nel lungo percorso artistico le migliori qualità per riuscirci. Mi piace, molto. Francamente mi rapisce, mi mette euforia, mi commuove certo ascolto. Quella sua testa da calabrese senza frontiere. L’arte che lo fa sorridere e godere. L’anima così ruspante e dotta insieme.
La ricerca, seducente, di seduzioni. Già. Il più bel gioco di parole per fissare l’attimo di una sua esibizione.
Lo immagino ovunque a fiutare nell’aria vecchie melodie, a indagare tra radici e espressioni, a rielaborare memorie,  a sperimentare combinazioni.
Voglio Antonio Pascuzzo a rappresentare l’Italia unita, l’eccellenza del made in Italy, la forza del nostro patrimonio culturale.

Eccolo, con Simone Cristicchi e il Coro dei Minatori di Santa Fiora.

mercoledì 4 giugno 2014

Terroni

Terroni è un saggio di Pino Aprile che racconta un ‘altro’ Risorgimento o meglio rilegge la storia dell’unità d’Italia fuori dalla storiografia ufficiale.
Con il giusto riconoscimento al Regno delle due Sicilie e la consapevolezza che non furono solo mille garibaldini a ‘imporre’ l’unità si può narrare la nascita della nostra Italia in modo più articolato e verosimile, forse pure riportare in equilibrio i piatti della bilancia.
Personalmente ritengo che neppure i Savoia siano stati i cattivoni che hanno oppresso e impoverito il Sud. Il Sud piuttosto compatto infatti pendeva per la monarchia ai tempi del grande referendum che diede alla luce la Repubblica. E Napoli, assai più del Piemonte, ha largamente dimostrato in tempi molto recenti di prestare buona accoglienza e notevole affetto agli ex regnanti…
Diciamo che se la matematica non è un’opinione i conti andrebbero fatti da un docente super partes che, con buona pace di tutti, chiarisca che è la somma che fa il totale. Oppure, abbreviando serenamente la procedura, basterebbe fare gli italiani. Che, invece di credersi furbi, almeno per una volta dovrebbero esserlo davvero. Dovrebbero prendere il Paese tutto intero e portarlo orgogliosamente al mondo, insomma. Perché resta il più bel Paese che ci potesse capitare, da nord a sud.
Tornando a Terroni, il regista e attore Roberto D’Alessandro ne ha fatto uno spettacolo di teatro-canzone. Per ‘superare la questione meridionale’ e cicatrizzare una ferita. Perché la verità è rivoluzione, dice lui.

Perché la stupidità con la quale non ci fondiamo potrebbe seppellirci, aggiungo io.

lunedì 2 giugno 2014

Sei un artista italiano se…

Sei un artista italiano se…oltre a talento, studio, originalità, dedizione, non hai ‘frontiere’ mentali. Già, per te anche l’Italia non deve essere un confine, un limite.
Però la tua cultura, il tuo dna, caro artista italiano è nella terra, nella gente. In questa terra, in questa gente. Nei paesaggi italiani, nella storia italiana, nei suoni, nei gusti, nei profumi italiani. Come un punto di partenza. Come un prezioso bagaglio di affetti. Come l’abc per tutta la sapienza che potrai e vorrai farti respirando il mondo.

Ecco, oggi è il 2 giugno, festa della Repubblica Italiana. Il secondo grande giorno dopo l’Unità d’Italia. E un artista non può che sentirsi oltre il Nord e il Sud, insieme al Nord e al Sud…per una indivisibile Repubblica italiana. Anzi, può fare molto, moltissimo perché questo sia la forza del presente e del futuro.

giovedì 29 maggio 2014

Max Pezzali e Giuliano Sangiorgi

Ti sento vivere.
Emozioni musicali. 
Un altro incontro di grande fascino, con due pezzi della storia moderna della canzone, di quelli che cantiamo e respiriamo con le arie frizzanti, il fascino delle parole giuste, i pensieri innamorati o irriverenti. Sguardi che corrono lontano ma accarezzano la pelle. Ritmi e ritornelli che si inseguono. Tra nord e sud. Così appassionatamente vicini da commuovere.
Bravi, Max Pezzali e Giuliano Sangiorgi.

mercoledì 28 maggio 2014

Paolo Conte: Suonno e' tutt'o'suonno

Paolo Conte, Napoli e il dialetto napoletano sono amici. O forse amanti, perché la calamita governa fascino, piaceri, dedizioni.
Pare quasi non ci sia nulla di più umano dell’arte! Già. Lì il richiamo è naturale, schietto, vigoroso. Azzera la stupidità di una cartina geografica o ci viaggia dentro con tutti i sensi pronti. L’avvocato cantautore di Asti e le atmosfere della cultura napoletana toccano momenti di grande musica e di bella complicità.
Ne sentiamo uno su tutti.

lunedì 26 maggio 2014

Rocco Hunt: ‘A verità

Se tifi un’altra squadra
Sei lo stesso mio fratello…
Tagliate quella linea
Che divide Nord e Sud…
E son sicuro che un sorriso l’ho strappato
Pure a voi lassù.
Così cantavi, Rocco Hunt. E credo tu ne abbia strappato più di uno, sorriso.
‘ ‘A verità’ è che ‘Nu juorno buono’ non è ancora arrivato, hai ragione.
L’ommo è ignorante a credere c’a terra è ‘a soja
Distrugge ‘e piante pe’ fa carte e n’copp ‘e carte
Scrive ‘a storia
Ecco, pensiero freccia, perfetto come il tuo rap.
Pe’ mme n’esiste Italia fino a quando esiste ‘a Padania
Nun è ca so razzista so mill’anne ca so schiavo…
L’Italia non è del nord o del sud, è degli italiani. La Padania è un pezzo di
terra non una bandiera. Ma attento anche tu, alle parole. A rimbalzarsele addosso si fa solo danno. E si tira l’acqua al mulino di chi divide et impera, caro Rocco Hunt. So che certe realtà sono dure ma guarda che alla ‘schiavitù’ ci siamo pure un po’ adeguati, tutti quanti. Invece di farci forza andiamo avanti a pregiudizi e rabbia. Roba inconcludente e pericolosa.

Tu non sei razzista. Bene, dimostralo e diffondi la tua giovane forte energia. Siamo uomini ‘non ignoranti’ se non aspettiamo che ci venga ‘concesso’ un Paese migliore ma cerchiamo invece di costruirlo. Talvolta, lo sai, a muovere coscienze e svolte sono proprio le parole. In musica, al cinema, per strada. Nella vita di tutti i giorni. Ecco, ora più che mai siamo chiamati a tenderci la mano e a procedere insieme. Determinati, umani, civili.
‘A verità è che siamo messi male, dalle Alpi alla Sicilia. Invece di farci le pulci dovremmo capire quante benedette risorse abbiamo e metterle in pista. Che un italiano senza nord o senza sud è un italiano a metà, Rocco Hunt. Uno che sul ‘mercato’ del mondo vale molto meno.
Mi piaci. Non solo perché mi hai fatto sorridere. Perché credo davvero nello straordinario potere dei moti dell’anima. Una canzone può veicolare pensieri e raggiungere desideri. Condivisione, voglia di giustizia, orizzonti puliti non sono già un punto di partenza che ci può vedere felicemente uniti?

Capisco che tu senta il richiamo di essere ‘voce del sud’. Non è un male, d’accordo. Ma ricordati sempre che i sorrisi che puoi strappare altrove potrebbero significare molto, moltissimo.